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Ristrutturazioni Casa 2026: Bonus, Detrazioni e Procedure

Guida completa ai bonus ristrutturazioni casa 2026: detrazione 50%, ecobonus, sismabonus, bonifico parlante, documenti e scadenze per ottenere le agevolazioni.

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Bonus ristrutturazioni 2026: come funziona la detrazione del 50%

  • La detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR e consente di recuperare il 50% delle spese sostenute per lavori su immobili residenziali, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

  • Rientrano nel bonus ristrutturazioni gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità abitative. Per le parti comuni condominiali sono agevolati anche i lavori di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura delle facciate o la sostituzione di grondaie e pluviali.

  • Tra gli interventi più frequenti detraibili: rifacimento completo di bagni e cucine (se con modifica degli impianti), sostituzione dell’impianto elettrico o idraulico, realizzazione di cappotto termico, abbattimento di barriere architettoniche, apertura o chiusura di porte interne con modifica della distribuzione degli spazi.

  • La manutenzione ordinaria su singole unità (tinteggiatura pareti, sostituzione pavimenti senza modifica impianti, riparazione di intonaci) non è detraibile se eseguita sulla propria abitazione. Diventa detraibile solo quando riguarda le parti comuni condominiali, in proporzione alla quota millesimale di ciascun condomino.

  • Oltre alla detrazione IRPEF del 50%, chi ristruttura può accedere al bonus mobili: una detrazione aggiuntiva del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica non inferiore alla A per i forni, E per le lavatrici) destinati all’immobile ristrutturato, con un tetto di spesa di 5.000 euro. Il bonus mobili è subordinato all’effettuazione di un intervento di ristrutturazione che dia diritto alla detrazione del 50%.

  • Il beneficio spetta al proprietario dell’immobile, ma anche al nudo proprietario, all’usufruttuario, all’inquilino con contratto di locazione regolarmente registrato e al familiare convivente che sostiene la spesa. In caso di comproprietà, ciascun comproprietario detrae in proporzione alla spesa effettivamente sostenuta e documentata.

  • Per gli interventi di ristrutturazione è prevista l’applicazione dell’IVA agevolata al 10% anziché al 22% sulla manodopera e sui beni di valore significativo (caldaie, infissi, ascensori, sanitari), limitatamente alla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. L’IVA al 10% si cumula con la detrazione IRPEF del 50%, rendendo la ristrutturazione fiscalmente molto vantaggiosa.

Ecobonus: detrazioni per il risparmio energetico

  • L’ecobonus, introdotto dal D.L. 63/2013, incentiva gli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti con aliquote di detrazione più elevate rispetto al bonus ristrutturazioni standard. Le percentuali variano dal 50% al 65% in base alla tipologia di intervento e al livello di efficienza raggiunto.

  • Gli interventi agevolati al 65% comprendono la sostituzione di caldaie con impianti a condensazione di classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, l’isolamento termico di pareti e coperture (cappotto termico) e la sostituzione di scaldacqua tradizionali con pompe di calore.

  • La detrazione al 50% si applica invece alla sostituzione di infissi e finestre con modelli a migliore trasmittanza termica, all’installazione di schermature solari (tende, persiane, frangisole) e alla sostituzione di caldaie a condensazione di classe A senza sistemi evoluti di termoregolazione.

  • Per accedere all’ecobonus è necessario ottenere l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) dell’immobile prima e dopo i lavori, insieme all’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va trasmessa la pratica ENEA con i dati dell’intervento.

  • I limiti di spesa variano per tipologia: fino a 60.000 euro per la sostituzione degli infissi, fino a 30.000 euro per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione e fino a 100.000 euro per la riqualificazione energetica globale dell’edificio. Ogni intervento ha il proprio massimale indipendente e i plafond non sono cumulativi tra diverse tipologie.

  • Per gli interventi di efficientamento su parti comuni condominiali che interessano l’involucro dell’edificio con incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, la detrazione sale al 70%. Se si raggiunge la qualità media prevista dal D.M. 26 giugno 2015, la detrazione arriva al 75%. In entrambi i casi il limite di spesa è di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari del condominio.

Sismabonus: interventi per la riduzione del rischio sismico

  • Il sismabonus prevede detrazioni dal 50% all’85% per interventi di miglioramento e adeguamento antisismico su edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (classificazione OPCM 3274/2003). La percentuale di detrazione aumenta proporzionalmente al numero di classi di rischio sismico ridotte, incentivando interventi più incisivi.

  • Per i lavori su singole unità immobiliari, la detrazione è del 70% se l’intervento riduce di una classe il rischio sismico e dell’80% se la riduzione è di due o più classi. Per i lavori sulle parti comuni condominiali le aliquote salgono rispettivamente al 75% e all’85%, rendendo l’adeguamento sismico condominiale particolarmente conveniente dal punto di vista fiscale.

  • Il limite di spesa per il sismabonus è di 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione della detrazione in 5 quote annuali anziché 10 come per il bonus ristrutturazioni ordinario. L’intervento deve essere progettato e diretto da professionisti abilitati (ingegnere o architetto) che attestino la classificazione sismica pre e post intervento.

  • Sono interventi tipici: rinforzo strutturale con fibre di carbonio (FRP) o acciaio, consolidamento delle fondazioni, cerchiatura di pilastri, inserimento di controventi, rifacimento di solai e coperture con tecniche antisismiche. L’asseverazione deve seguire le linee guida del D.M. 58/2017 per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

  • Il sismabonus è compatibile con l’ecobonus quando l’intervento combina adeguamento antisismico e riqualificazione energetica: in questo caso la detrazione massima arriva all’85% su un plafond di 136.000 euro per unità immobiliare (la somma dei due massimali). L’accesso a questo super-bonus combinato richiede che entrambi gli interventi raggiungano i rispettivi obiettivi minimi di miglioramento certificato.

Bonifico parlante: come pagare correttamente

  • Il bonifico parlante è il metodo di pagamento obbligatorio per accedere a tutte le detrazioni per ristrutturazioni edilizie ed ecobonus. Si tratta di un bonifico bancario o postale specifico che contiene automaticamente i dati richiesti dalla normativa: causale del versamento con riferimento alla norma (art. 16-bis DPR 917/1986), codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale dell’impresa o professionista che esegue i lavori.

  • La banca applica sul bonifico parlante una ritenuta d’acconto dell’8% a titolo di anticipo delle imposte dovute dall’impresa che riceve il pagamento. L’importo che l’impresa incassa è quindi l’92% del totale della fattura, ma la detrazione per il contribuente si calcola sempre sull’intero importo indicato in fattura.

  • Se il bonifico viene eseguito con un modello ordinario anziché con il modulo dedicato alle ristrutturazioni, la banca non applica la ritenuta dell’8% e l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la detrazione in sede di controllo. In caso di errore, è possibile richiedere all’impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la corretta contabilizzazione del ricavo.

  • Per i pagamenti relativi a oneri di urbanizzazione, diritti di segreteria e imposte di bollo connessi alla pratica edilizia non è richiesto il bonifico parlante: questi importi possono essere versati con bollettino postale o altri strumenti tracciabili e restano comunque detraibili come spese accessorie all’intervento.

  • Per i lavori condominiali il bonifico parlante deve essere disposto dall’amministratore di condominio con il codice fiscale del condominio come beneficiario della detrazione. Ogni condomino riceve poi la certificazione annuale con la propria quota millesimale di spesa detraibile, da riportare nella dichiarazione dei redditi personale. Il singolo condomino non effettua direttamente il bonifico parlante.

Documenti da conservare e comunicazioni obbligatorie

  • Per ogni intervento agevolato occorre conservare per almeno 10 anni: le fatture o ricevute fiscali delle spese sostenute, le ricevute dei bonifici parlanti, le abilitazioni amministrative (CILA, SCIA o permesso di costruire) e, per i lavori condominiali, la delibera assembleare di approvazione dei lavori con la tabella millesimale di ripartizione.

  • Per gli interventi che non richiedono titolo abilitativo edilizio (edilizia libera), è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il contribuente attesta la data di inizio lavori e dichiara che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili. Questa dichiarazione va conservata insieme alla restante documentazione fiscale.

  • Dal 2018 i contribuenti che sostengono spese per ristrutturazione superiori a 10.000 euro sono tenuti a comunicare all’ENEA i dati dell’intervento anche per lavori che non riguardano il risparmio energetico, qualora incidano sulla prestazione energetica dell’edificio. La comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori tramite il portale telematico ENEA, con i dati identificativi dell’immobile e la descrizione degli interventi effettuati.

  • Per determinati interventi è obbligatoria la comunicazione preventiva all’ASL territorialmente competente quando prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri (D.Lgs. 81/2008), in particolare per cantieri con più imprese o con durata presunta superiore a 200 uomini-giorno. L’omissione può comportare la perdita della detrazione.

  • La detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui le spese sono state effettivamente pagate (principio di cassa). Se il contribuente dimentica di inserirla, può presentare una dichiarazione integrativa entro i termini previsti per recuperare le quote di detrazione non godute, incluse quelle degli anni precedenti.

  • In caso di vendita dell’immobile ristrutturato prima di aver usufruito di tutte le quote annuali di detrazione, le quote residue si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti espressamente indicato nell’atto di compravendita. In caso di successione, le quote residue passano all’erede che mantiene la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

  • Per chi effettua lavori di importo significativo è opportuno pianificare i pagamenti su due anni fiscali diversi: pagando una parte entro il 31 dicembre e il saldo a gennaio dell’anno successivo, si distribuisce la detrazione su un arco temporale più ampio, riducendo il rischio di incapienza fiscale (impossibilità di sfruttare interamente la detrazione per imposte IRPEF insufficienti).

Domande frequenti

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni 2026?

Rientrano gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili residenziali: rifacimento completo di bagni e cucine con modifica degli impianti, sostituzione impianto elettrico o idraulico, realizzazione di cappotto termico, eliminazione di barriere architettoniche. La manutenzione ordinaria è agevolata solo sulle parti comuni condominiali.

Come funziona il bonifico parlante per le ristrutturazioni?

Il bonifico parlante è un bonifico bancario o postale dedicato che riporta automaticamente la causale con riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA dell’impresa. Le banche hanno moduli precompilati specifici per le ristrutturazioni edilizie e per l’ecobonus.

Il bonus ristrutturazioni vale anche per le seconde case?

Sì, la detrazione per ristrutturazioni si applica a tutte le unità immobiliari residenziali, sia prima che seconda casa, purché di categoria catastale abitativa (da A/1 a A/11, escluso A/10 uffici). Ogni unità ha un proprio plafond di 96.000 euro indipendente.

Posso cumulare bonus ristrutturazioni ed ecobonus sullo stesso immobile?

Sì, ma non sullo stesso intervento: la stessa spesa non può beneficiare di due agevolazioni contemporaneamente. Su un immobile si possono però detrarre interventi diversi con bonus diversi (es. rifacimento bagno con bonus ristrutturazioni e sostituzione caldaia con ecobonus), ciascuno con il proprio plafond di spesa.

Entro quando devo comunicare i lavori all’ENEA?

La comunicazione ENEA va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori ed è obbligatoria per tutti gli interventi che comportano risparmio energetico (ecobonus) e per alcune categorie di interventi di ristrutturazione che impattano sull’efficienza energetica dell’edificio. La trasmissione avviene esclusivamente online sul portale ENEA dedicato.

Cosa succede se uso un bonifico ordinario anziché il bonifico parlante?

Un bonifico ordinario non consente alla banca di applicare la ritenuta dell’8% e può causare la contestazione della detrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se l’errore è già avvenuto, è possibile chiedere all’impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la corretta contabilizzazione del ricavo ai fini fiscali.

La cessione del credito e lo sconto in fattura sono ancora disponibili?

Dal 2025 le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura sono fortemente limitate rispetto al periodo 2020-2024. Restano disponibili solo per specifici interventi su edifici di edilizia popolare (IACP) e per interventi legati al superamento di barriere architettoniche. Per la grande maggioranza dei lavori, l’unica modalità di fruizione è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.

Fonti di riferimento

Nota editoriale

Le agevolazioni per ristrutturazioni edilizie sono soggette a modifiche normative frequenti. Le aliquote, i limiti di spesa e le condizioni indicate si riferiscono alla normativa in vigore a febbraio 2026. Per il tuo intervento specifico, consulta un tecnico abilitato e un commercialista.

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